Autogoverno

Per autogoverno, o autocontrollo, intendo un dialogo tra l’io cosciente e i suoi demoni, in cui il primo cerca di capire cosa vogliono da lui i secondi e di decidere quali assecondare e a quali resistere. (Vedi struttura dinamica della psiche – versione 3Il demone nella psicologia dei bisogni e Manuale di autogoverno).

L’autogoverno è difficile da praticare in quanto normalmente l’io cosciente è pilotato dai demoni e soggetto alle loro censure e boicottaggi. Per questo richiede un tale sforzo che non può essere sostenuto per lungo tempo, specialmente le prime volte che uno lo pratica. E’ importante infatti, per evitare disturbi mentali, smettere gli esercizi di autogoverno quando si percepisce uno stress difficile da sopportare.

L’autogoverno richiede, almeno all’inizio, una disobbedienza ai comandi dei demoni e quindi una resistenza ai “moti del cuore”. Si tratta cioè di non assecondare desideri, pulsioni, attrazioni, sentimenti o motivazioni, ma di limitarsi inizialmente ad osservare questi moti per poi decidere razionalmente quali seguire.

Durante gli esercizi di autogoverno è importante essere consapevoli del fatto che ci sarà una resistenza da parte dei demoni, i quali tenteranno di dissuaderci dal proseguire, generando ansia, angoscia, panico, sensi di colpa o altri fenomeni con lo stesso scopo.

Per facilitare l’autogoverno si consiglia l’uso di vari strumenti, a cominciare dalla Procedura di autogoverno e dal Questionario per l’autogoverno.

Determinismo e libero arbitrio

L’autogoverno può essere considerato come esercizio del libero arbitrio.

Per molti studiosi il libero arbitrio e il determinismo si escludono a vicenda. Per alcuni di essi il libero arbitrio è solo un’illusione.

Io ritengo invece che, nell’uomo, determinismo e libero arbitrio possano coesistere, ma, mentre il primo è sempre attivo, il secondo è attivo solo in particolari momenti e non può essere attivato volontariamente.

Pertanto, chi vuole gestire la propria mente deve abituarsi a riconoscere i momenti di libero arbitrio e in essi utilizzare metodi e strumenti per “riprogrammare” il proprio inconscio.

In psicologia il determinismo corrisponde all’attività dell’inconscio, che è come il software di un computer, mentre il libero arbitrio corrisponde ai rari momenti in cui l’io cosciente riesce a sottrarsi al dominio dell’inconscio e a scegliere e decidere “liberamente”, sulla base della percezione della realtà attuale e di una certa visione del mondo.

Possiamo definire “pensiero attivo” il pensiero guidato dal libero arbitrio e “pensiero passivo” quello guidato da meccanismi deterministici (cioè dall’inconscio). La figura seguente illustra tre diversi esempi di frequenza del pensiero attivo rispetto a quello passivo.

Considerando la ciclica alternanza di pensiero passivo e pensiero attivo, e la rarità di quest’ultimo, si capisce l’importanza di riconoscere e sfruttare i rari momenti di libero arbitrio perché solo in quei momenti possiamo efficacemente lavorare sull’inconscio e si dovrebbero prendere decisioni importanti.

Il libero arbitrio, o autogoverno, si attiva più facilmente quando:

  • Siamo soli
  • Non siamo stanchi e non c’è nulla che ci faccia male, ci disturbi o distragga
  • Non abbiamo cose urgenti da fare
  • Non stiamo guardando la TV o ascoltando la radio o della musica
  • Non proviamo sentimenti “negativi” (paura, timidezza, ansia, angoscia, ira ecc.)

Pensiamo al mito di Ulisse che, in un momento di libero arbitrio, si fa legare ad un albero della nave sapendo che, ascoltando il richiamo delle sirene, sarebbe stato da esse ammaliato.


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