Il “dèmone” nella psicologia dei bisogni

Vedi anche Gli altri dentro di noi – i nostri demoni

Col termine “demone” nella psicologia dei bisogni s’intende un agente mentale autonomo e inconscio che (insieme ad altri) influisce nel comportamento di un individuo essendo capace di generare particolari sentimenti, emozioni e motivazioni autonomamente o come riflesso associato con particolari situazioni, comportamenti o ipotesi di situazioni o di comportamenti dell’individuo stesso.

Tale concetto di demone corrisponde bene, in senso metaforico, ai significati di questa parola in altri campi, come descritti nel seguito.

Il demone in informatica, fisica, filosofia e religione

In informatica, demone (in inglese “daemon”) è un programma eseguito in background (cioè non osservabile nell’interazione uomo-macchina).  I compiti e le attività di un demone possono essere le più diverse e riguardare il funzionamento generale del computer (sistema operativo) o applicazioni particolari. Più dèmoni possono essere attivi simultaneamente.

In fisica, il “demone di Maxwell” (dal nome del fisico scozzese J. C. Maxwell, 1831-1879) è un ipotetico essere capace di interagire con le singole particelle microscopiche di un sistema (per esempio le molecole di un gas) e di produrre trasformazioni contrarie a quelle previste dalla seconda legge della termodinamica.

Nella filosofia greca e in varie religioni il demone è una figura soprannaturale.  In generale si tratta di un essere che si pone a metà strada fra ciò che è divino e ciò che è umano, con la funzione di intermediario tra queste due dimensioni. A seconda degli autori e delle particolari filosofie, religioni e culture, il demone può essere più o meno malvagio.

In Esiodo i demoni sono gli spiriti dei morti della generazione aurea, cioè gli uomini del tempo di Crono, trasformati da Giove in tutori dei vivi, analogamente agli angeli custodi del cristianesimo.

Nella religione orfica il demone corrisponde all’anima, che cerca di liberarsi dal corpo in cui è imprigionata.

Per Eraclito il demone corrisponde al carattere o indole dell’uomo, che determina il suo destino.

Per Socrate il “dàimon” è una guida divina e coscienza morale che lo assiste in ogni decisione, non tanto per indurlo a fare certe cose quanto per distoglierlo dal farle, se esse procurano il male.

Platone riferisce (nell’insegnamento di Diotima a Socrate) che Eros è un demone che consente all’uomo di elevarsi verso il soprasensibile.

Per Senocrate i demoni possono essere sia buoni che cattivi e corrispondono agli dèi in lotta tra di loro, trasferendo così sulla terra, negli umani, il conflitto tra bene e male.

Per gli stoici i demoni vigilano sugli uomini condividendone i sentimenti. Per Marco Aurelio il demone è l’anima intellettiva che va curata, privata di turbamenti e onorata come un dio.

Per Alessandro d’Afrodisia il daimon di ogni individuo è la sua stessa natura.

Secondo Plotino e i neoplatonici, il daimon è uno spirito o scintilla divina che tocca in sorte a ciascun individuo per guidarlo nell’ascesa al soprasensibile attraverso la forza dell’eros e della bellezza.

Con l’avvento del cristianesimo il demone designa uno spirito maligno, cioè il demonio.

I demoni nella struttura dinamica della psiche

Nella Psicologia dei bisogni un demone è la personificazione di un bisogno, cioè un agente mentale che “presidia” tale bisogno, nel senso che si occupa di ottenere la sua soddisfazione e di evitare la sua frustrazione, indipendentemente dall’attività dell’io cosciente, cioè inconsciamente e involontariamente, o, detto in linguaggio informatico, “in background”.

A differenza del concetto di demone nelle filosofie antiche e nelle religioni, che supponevano un rapporto 1:1 tra demone e individuo, nella Psicologia dei bisogni si assume che in ogni individuo siano presenti, come descritto nel seguito, un gran numero di demoni.

In Struttura dinamica della psiche (versione 3) viene indicata la presenza, nell’inconscio, di quattro “demoni genetici”, cioè di origine genetica, e di una quantità imprecisata di “demoni acquisiti”, cioè acquisiti dopo la nascita dell’individuo a seguito delle sue esperienze.

I demoni genetici comprendono:

  • Bio io: presidia i bisogni biologici
  • Super io: presidia i bisogni sociali
  • Alfa io: presidia i bisogni di potenza
  • Extra-io: presidia i bisogni di libertà

i demoni acquisiti corrispondono a tutte le persone che il soggetto ha incontrato nel corso della sua vita e di cui è rimasta anche solo a livello inconscio. Ognuna di tali persone va considerata come sede di bisogni, per cui l’interiorizzazione di una persona comporta l’interiorizzazione dei suoi bisogni, come se fossero i propri. I demoni acquisiti presidiano dunque i bisogni delle persone interiorizzate.

Le motivazioni e i comportamenti dell’individuo sono i risultati della “volontà” congiunta di tutti i demoni, variabile nel tempo, tenendo presente che ogni demone ha un peso più o meno grande, che varia da persona a persona. Di conseguenza, in caso di conflitti tra demoni, può succedere che l’individuo riduca l’estensione del suo comportamento rinunciando ad una quantità di opzioni, o si paralizzi del tutto.

 

 

 

 

 

 

 

 

[da continuare]