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Questo libro online presenta:

  • una descrizione della mente e della natura umana, che mette insieme in modo originale idee tratte da diverse teorie psicologiche e filosofiche;
  • un metodo terapeutico da utilizzare come complemento di psicoterapie di qualunque tipo, o per l’automiglioramento;
  • un insieme di strumenti per facilitare la psicoterapia e l’automiglioramento;
  • un insieme di risorse multimediali per stimolare la creatività e l'apertura mentale.

Il fine di questo lavoro è quello di aiutare a diventare più saggi, cioè più capaci di conoscere e soddisfare i bisogni propri e altrui, e di conseguenza soffrire di meno e godere di più. 

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Introduzione
Ho scritto questo libro allo scopo di comprendere (nei limiti del possibile) come siamo fatti e come funzioniamo, specialmente per quanto riguarda i nostri sentimenti, le nostre motivazioni, le nostre conoscenze e i nostri rapporti con gli altri. La comprensione a cui miro riguarda i modi in cui queste entità interagiscono tra di loro e con il resto del corpo e del mondo. Ho scelto come titolo Psicologia dei bisogni perché ritengo la ricerca psicologica indispensabile per comprendere i motivi e le logiche dei nostri comportamenti, e perché considero i bisogni (e le loro dinamiche di soddisfazione) essenziali per la formazione e il mantenimento della vita degli organismi e per la conservazione delle relative specie. Nonostante il titolo, questo lavoro non è specialistico, ma generalista. Infatti esso ha l’ambizione di includere, a grandi linee, tutto ciò che è importante comprendere (mediante gli strumenti delle scienze naturali e di quelle umane e e sociali) per vivere una vita soddisfacente per quanto possibile. Alla profondità e al dettaglio ho preferito la completezza e la visione d'insieme, alla conoscenza specialistica la comprensione generale. Durante le mie ricerche ho raccolto dal patrimonio scientifico e letterario sulla natura umana (psicologia, filosofia, sociologia, antropologia, neuroscienze, letteratura ecc.) una quantità di nozioni spesso disperse, frammentarie, incomplete, di varia qualità e utilità. Riflettendo criticamente su tali nozioni, ho selezionato alcuni autori che ritengo abbastanza credibili, utili e interessanti, e ho riassunto le loro idee in una struttura logica organica. Ciò che vi è di originale in questo lavoro sono i collegamenti che ho  stabilito tra idee di diversi autori, e la mia comprensione dei loro concetti. Inoltre, qui troverete pratiche terapeutiche che ho concepito e sperimentato su me stesso. Il fine ultimo di questo libro è quello di aiutare (me stesso e gli altri) a diventare più saggi, cioè più capaci di conoscere e soddisfare i bisogni propri e altrui, e di conseguenza soffrire di meno e godere di più. Tutto ciò, in modo sostenibile per la persona, la società e l'ambiente in senso ecologico. In tal senso ho cercato di (s)coprire gli aspetti più significativi dell'esistenza umana in un manuale-vademecum. Definirei il mio approccio allo studio della natura umana pragmatismo sentimentale nel senso che io considero i sentimenti (ovvero il piacere e il dolore in tutte le loro possibili forme e intensità) la cosa più reale e importante per un essere umano e la misura di ogni valore e interesse. La scrittura di questo libro è stata difficile, anzi tormentata, non tanto per la complessità della materia trattata quanto per un conflitto tra due bisogni antitetici (nel senso che la soddisfazione dell’uno comporta la frustrazione dell’altro): da una parte il bisogno di cercare la conoscenza e la saggezza, di creare qualcosa di originale e utile, di affermare e diffondere le mie idee; dall'altra quello di essere apprezzato, accettato e amato dagli altri per quanto possibile. Infatti, tranne poche eccezioni, gli esseri umani in generale, e quelli più istruiti in particolare, possono vedere come una minaccia coloro che ritengono di avere qualcosa di nuovo da insegnare loro sulla natura umana, specialmente per quanto riguarda il funzionamento della mente e le relazioni sociali. La minaccia consiste nel rischio di scoprire di non aver capito le cose più importanti, di avere idee sbagliate su se stessi e gli altri e, di conseguenza, di dover ammettere di aver sopravvalutato il proprio status nella gerarchia intellettuale e morale dell'umanità. In tal senso, questo lavoro è stato per me una sfida e una sorta di autoterapia. Vedi anche: Sintesi della Psicologia dei bisogni. Prossimo capitolo: Il tutto e le parti, il caso e la necessità.

Il tutto e le parti, il caso e la necessità
Nei capitoli che seguono si parla soprattutto della natura umana e della mente. Essendo convinto che sia impossibile comprendere un concetto al di fuori di un certo contesto, vorrei qui parlare del contesto in cui una mente e un essere umano possono esistere ed operare. Innanzitutto occorre definire due termini fondamentali: il "tutto" (o "intero") e la "parte". Penso che il concetto di "tutto" non richieda spiegazioni, che sarebbe comunque difficile, se non impossibile, fornire in modo non tautologico. Penso anche che siamo tutti d'accordo nel sostenere che un "tutto" sia costituito da "parti" e che ogni cosa sia parte di un "tutto". Dicendo "un tutto" anziché "il tutto" intendo dire che possiamo parlare di vari "tutto", ovvero considerare qualsiasi cosa "un tutto" divisibile in parti. Inoltre possiamo dire che ciascun "tutto" è "parte" di un "tutto" di livello superiore. Non sappiamo se esista qualcosa che non sia divisibile in parti, e non sappiamo nemmeno se l'universo non faccia parte di un "tutto" di livello superiore, ma queste domande non rientrano nello scopo di questo libro. Consideriamo dunque l'universo (o il mondo così come lo conosciamo) come il "tutto" di livello più alto e proviamo a dividerlo in parti. C. G. Jung ha diviso l'universo in due parti: il "pleroma" e la "creatura", intendendo col primo termine l'insieme degli esseri non viventi (quindi il regno minerale) e col secondo l'insieme degli esseri viventi (microrganismi, vegetali e animali, tra cui l'uomo). Sia il pleroma che la creatura non sono statici, ma cambiano continuamente nello spazio e nel tempo. Per la scienza i cambiamenti del "pleroma" sono soggetti alle "sole" leggi della fisica (per esempio i due principi della termodinamica). I cambiamenti della "creatura", che è costituita da pleroma con caratteristiche particolari, sono invece soggetti sia alle leggi della fisica che a quelle della biologia. Per le religioni più comuni sia il pleroma che la creatura sono soggetti anche ai voleri delle divinità, ma in questo libro non tengo conto del pensiero religioso su questo argomento. Secondo il determinismo (inteso come corrente filosofica) nulla avviene per caso, ovvero in modo non soggetto a qualche legge. Io credo che in senso stretto, cioè a livello molecolare e submolecolare, ciò sia vero; tuttavia ai fini pratici credo che il caso, inteso come imprevedibilità, non solo esista ed agisca, ma che abbia anche una precisa funzione nell'ambito della vita, una funzione determinante ovvero indispensabile per la conservazione delle specie. Basti pensare alla casualità con cui si determina il patrimonio genetico di un nascituro mescolando in modo casuale i geni dei genitori nella riproduzione sessuata.  Per quanto riguarda il pleroma, per convincersi dell'intervento del caso basta guardare la varietà delle forme e delle disposizioni dei crateri della luna, che non seguono alcuna legge se non per quanto riguarda la loro costituzione fisico-chimica. Possiamo dunque, almeno ai fini pratici, affermare, citando Jacques Monod, che il mondo sia governato dal caso e dalla necessità, intendendo per caso l'imprevedibilità di certi eventi e per necessità il rispetto delle leggi fisiche e (per quanto riguarda la creatura) biologiche. Le necessità (o leggi) fisiche sono assolute, cioè non possono essere disattese. Le necessità (o leggi) biologiche, che a mio parere coincidono con i bisogni, sono relative, cioè possono essere disattese, ma la non soddisfazione di un bisogno può causare la morte di un organismo, di un suo organo o la cessazione temporanea o permanente di una sua funzione. Un tutto può essere organizzato o disorganizzato. Nel primo caso le sue parti interagiscono in modi tali da conferire al tutto proprietà non presenti in alcuna delle sue parti; nel secondo il tutto è un insieme amorfo di parti senza particolari relazioni e interazioni tra loro. Un tutto organizzato viene comunemente chiamato sistema. Un oggetto può essere parte di più sistemi, o di contesti. Perciò la realtà è complessa e inestricabile, e ogni sua semplificazione è arbitraria. Possiamo definire l'organismo umano un sistema costituito a sua volta da sistemi di livello inferiore (che possiamo chiamare sottosistemi). Non sappiamo se aggregazioni di organismi come esseri umani, animali o piante, costituiscano un sistema, cioè un tutto organizzato. Sappiamo però che essi interagiscono in modo più meno simbiotico. Pertanto possiamo definire la biosfera un tutto ecologico. La mente umana è dunque parte di un tutto che è l'organismo umano, ovvero di un esemplare della specie Homo Sapiens, che a sua volta è parte della biosfera terrestre. Questa è costituita da esseri viventi interdipendenti, ed è soggetta alle leggi della fisica (in quanto costituita da pleroma) e della biologia, e a un certo grado di casualità. Il caso è in parte necessario per garantire la conservazione e l'evoluzione delle specie (nel senso di una più resiliente biodiversità) e in parte superfluo o potenzialmente dannoso. Prossimo capitolo: Significato, metodo e limiti della conoscenza.