Teorie psicologiche integrate nella Psicologia dei bisogni

"Non c'è nulla di tanto pratico quanto una buona teoria." (Kurt Lewin)

"Dal momento in cui una persona crea una teoria, la sua immaginazione vede in ogni cosa solo i tratti che confermano quella teoria." (Thomas Jefferson)

La psicologia dei bisogni integra ecletticamente diverse concezioni della mente, nel senso che essa si pone come quadro generale (framework) in cui le altre teorie possono essere collocate e utilizzate.

Questo è vero sia per quanto riguarda i principi della della Psicologia dei bisogni, sia per i procedimenti psicoterapici fondati su di essa.

Nel seguito sono riassunti i principi delle più note teorie psicologiche e psicoterapiche integrati nella Psicologia dei bisogni.

INDICE
Teoria psicologica Autori principali Principi integrati nella Psicologia dei bisogni
 
Teoria struttural-dialettica (teoria dei bisogni intrinseci) Luigi Anèpeta I disturbi psicopatologici sono espressivi di conflitti psicodinamici che si generano e agiscono prevalentemente a livello inconscio. Il modello struttural-dialettico riconduce i conflitti ad una scissione del patrimonio di bisogni intrinseci, geneticamente determinati, che rappresentano i programmi che sottendono l'evoluzione e l'organizzazione della personalità umana. La teoria dei bisogni intrinseci rappresenta il piedistallo su cui si edifica il modello struttural-dialettico. Essa muove dal presupposto per cui la natura umana si origina a seguito di un'evoluzione che, ad un certo punto, nel passaggio all'uomo, fa confluire in uno stesso patrimonio genetico due diverse linee evolutive: quella degli animali sociali, come le scimmie, che vivono in gruppo e in una perpetua interazione faccia a faccia con il simile, e quella degli animali solitari, come alcuni felini, che, al di fuori del periodo estrale e dell'allevamento dei piccoli, non manifestano alcun bisogno di condividere la loro esperienza con i simili. L'uomo ha una doppia natura: animale radicalmente sociale, egli è anche predisposto per raggiungere un'identità individuale che lo differenzia da tutti gli altri e gli consente di potersi raccogliere e comunicare con se stesso. Può vivere, insomma, e di fatto vive in società, ma ha anche bisogno di sentirsi libero, autonomo e, in una qualche misura, padrone di se stesso. Laddove si realizza una situazione conflittuale, la terapia dialettica si pone come obiettivo quello di recuperare il potenziale dei bisogni, rimasto intrappolato nel conflitto stesso in maniera tale da riavviare l'evoluzione laddove essa si è interrotta. [Fonte]
 
Interazionismo simbolico George H. Mead Gli esseri umani agiscono nei confronti delle "cose" (oggetti fisici, esseri umani, istituzioni, idee...) in base al significato che attribuiscono ad esse. Il significato attribuito a tali oggetti nasce dall'interazione tra gli individui ed è quindi condiviso da questi (il significato è un prodotto sociale). Tali significati sono costruiti e ricostruiti attraverso un "processo interpretativo messo in atto da una persona nell'affrontare le cose in cui si imbatte". La mente si forma grazie all'acquisizione dell'individuo dei processi di interazione sociale nei quali è coinvolto sin dai primi anni di vita. Il Sé si forma solamente grazie al modo in cui il soggetto ritiene di essere giudicato dagli altri; L'azione sociale viene regolata e guidata dal significato che gli individui conferiscono alla situazione in cui vengono a trovarsi. Il linguaggio è il principale mezzo di comunicazione i simboli, significati, etc. L'azione non è una risposta allo stimolo, ma si forma un passo alla volta nel corso del suo sviluppo. [Fonte]
 
Psicologia umanistica (Terza forza) A. H. Maslow, C. Rogers, R. W. Emerson, J. L. Moreno, K. Lewin, J. Haley, G. Bateson, E. Fromm La psicologia è un mezzo per migliorare la condizione umana sia a livello personale che sociale; l’individuo è responsabile della sua formazione personale e autorealizzazione. Importanza fondamentale dei bisogni umani. Anticonformismo e relativismo culturale. L’individuo come terapeuta di se stesso. Importanza dei bisogni di individuazione e sociali. Ricerca del cambiamento. Insofferenza nei confronti del pensiero psicologico e filosofico di tipo accademico che si è dimostrato spesso  astratto e lontano dalla vita concreta. L’uomo non è solo guidato da spinte ambientali o istintuali di fronte a cui non ha la capacità e la volontà sufficiente per scegliere il proprio comportamento, ma è mosso anche da una spinta interiore verso l’autorealizzazione. Il terapeuta è un alleato che accompagna il cliente nella comprensione del significato che lo stesso dà al proprio vissuto, e lo aiuta a fare chiarezza nelle tematiche esistenziali al fine di operare delle scelte consapevoli.
 
Analisi transazionale Eric Berne E’ necessario capire i bisogni della persona piuttosto che farla rientrare in schemi predefiniti di qualsiasi tipo. I tre stati dell’io (bambino, adulto e genitore) corrispondono approssimativamente all’io antitetico, all’io cosciente e al super-io. Le “tre fami” (stimolo, riconoscimento e struttura) corrispondono approssimativamente  a bisogni primari fisici, sociali, di potenza e di individuazione). Le transazioni che avvengono nelle interazioni umane esprimono tattiche e strategie di soddisfazione di bisogni primari e secondari. La “guarigione” coincide con il potenziamento dell’”io adulto”, che, in termini di psicologia dei bisogni, coincide con un potenziamento dell’io cosciente e una sua maggiore capacità di gestire i conflitti tra bisogni. Il “problem solving” consiste nell’individuare con precisione e chiarezza i propri desideri e bisogni, ed agire in modo adeguato (cioè da adulto) per la loro soddisfazione. Il “copione” consiste nella riproduzione di strategie di soddisfazione dei bisogni sviluppate durante l’infanzia.
 
Funzionalismo, Pragmatismo W. James, C. S. Peirce, I. M. Cattell, H. Münsterberg G. H. Mead, J. M. Baldwin, C. H. Cooley, J. R. Angell Una teoria o tecnica psicologica ha valore solo se permette di conseguire dei miglioramenti per l’essere umano. La conoscenza ha significato solo per la sua efficacia pratica e per la sua capacità di risolvere i problemi in cui si applica. Infatti la psicologia dei bisogni fonda la sua validità sulla sua efficacia nell’aiutare l’individuo a soddisfazione i suoi bisogni primari nel modo migliore. La realtà modellata nella psiche è funzione dei rapporti dell’individuo col mondo esterno e delle possibilità di soddisfare i suoi bisogni attraverso le interazioni con altri individui.
 
Epistemologia della complessità Edgar Morin Insufficienza del solo approccio analitico e necessitò di integrarlo con un approccio sistemico: un sistema complesso non può essere compreso mediante il solo esame delle sue componenti e, per analogia, le "cause ultime" di un problema complesso non sono banalmente quelle delle sue parti essenziali, perché esso non può essere risolto mediante semplice scomposizione ma richiede l'iterazione tra questa e una visione d'insieme. Importanza del "comportamento emergente" di un sistema, che è più della somma del comportamento delle sue parti.
 
Empirismo J. Locke, G. Berkeley, D. Hume La personalità si forma attraverso sensazioni ed esperienze. Attraverso i percettori di forme reali e virtuali l’individuo acquisisce informazioni in base alle quali gli agenti inconsci sviluppano le strategie comportamentali di soddisfazione dei bisogni.
 
Associazionismo J. Locke, G. Berkeley, D. Hume, D. Hartley, James Mill, John Stuart Mill, A. Bain Ogni idea conscia o inconscia tende a richiamare automaticamente una serie di altre idee ad essa collegate secondo catene associative determinate dalle esperienze. Le sensazioni, combinate tra di loro, danno luogo alle mappe mentali cognitive che organizzano le nostre idee. Ogni idea complessa è il risultato dell’aggregazione di idee più semplici. Le idee si associano secondo criteri come la somiglianza (analogia), contiguità (vicinanza) e rapporto di causa-effetto. Tali associazioni sono utilizzate dagli agenti inconsci nello sviluppo delle strategie di soddisfazione dei bisogni
 
Romanticismo J. J. Rousseau, I. Kant, J. G. Fichte, F. Schelling, F. Herbart, A. Schopenhauer, W. v. Goethe, G. Leopardi, R. Wagner, G. Byron, U. Foscolo, F. v. Schiller, V. Alfieri, L. v. Beethoven I bisogni di individuazione come pure i bisogni sociali esprimono esigenze tipiche dello spirito romantico. Lo stesso vale per il riconoscimento della supremazia delle forze irrazionali (inconsce) su quelle razionali (consce). I sentimenti e le passioni, che i romantici considerano i valori umani più importanti, permettono di valutare il grado di soddisfazione dei bisogni primari e spingono l’individuo a soddisfarli.
 
Analisi psicologica F. Herbart, K. Reichenbach, W. Carpenter, H. Taine, M. Benedikt. T. Ribot La psiche è intesa come gioco di energie tra processi inconsci che condizionano la coscienza e il comportamento (concezione psicodinamica). L’inconscio prevale sul conscio. La libido è una forza psichica (corrispondente all’insieme dei bisogni primari) che determina, a seconda del suo grado di soddisfazione, la salute e la malattia, sia fisica che mentale. Si può parlare direttamente all’inconscio attraverso una comunicazione suggestiva, per orientarlo verso un miglioramento terapeutico. Cariche affettive conflittuali possono relegare ad un livello inconscio i ricordi dolorosi.
 
Strutturalismo W. M. Wundt, E. B. Titchener La psiche è vista come sistema di elementi semplici. L’introspezione (auto-osservazione) disciplinata e controllata è utile per analizzare sensazioni, percezioni, sentimenti, emozioni, immagini mentali, idee.
 
Evoluzionismo C. Darwin, H. Spencer Importanza dei fattori genetici (come i bisogni primari). Mutazioni genetiche per spiegare le differenze di intensità dei diversi bisogni primari da persona a persona.
 
Psicoanalisi (Psicologia dinamica o del profondo) S. Freud Dualismo conscio-inconscio, urgenza delle pulsioni, consulenza suggestiva basata sulle parole. Psicoterapia come catalisi di un percorso di evoluzione personale. Esistenza del super-io. Principio del piacere = spinta a soddisfare i propri bisogni primari. Importanza della sessualità come pulsione riproduttiva per la sopravvivenza della specie. Rispetto alla seconda topica freudiana, l’io corrisponde all’io cosciente e all’io fisico; il super-io corrisponde all’io sociale; l’es corrisponde all’io dominante, all’io antitetico e all’insieme dei bisogni primari di ogni tipo.
 
Psicologia analitica C. G. Jung Dualismo io-inconscio. Corrispondenza tra Inconscio collettivo e bisogni sociali. Il processo di individuazione (=autorealizzazione) consiste nel portare alla coscienza e accettare i contenuti archetipici dell’inconscio. Importanza dei simboli, delle metafore e dei miti per stimolare e far esprimere l’inconscio.
 
Psicologia individuale A. Adler Importanza del bisogno primario di stabilità e sicurezza, del contesto sociale e delle strategie di relazione con gli altri. Alcuni bisogni secondari sono sviluppati dagli agenti inconsci come mezzi per compensare inferiorità fisiologiche e diventare più competitivi. Il disagio mentale è dovuto ad una strategia sociale o stile di vita inadeguati.
 
Psicanalisi Lacaniana J. Lacan L’inconscio è strutturato come un linguaggio. Da ciò l’importanza della scelta e dell’uso delle parole nella psicoterapia.
 
Comportamentismo I. Pavlov, B. F. Skinner, J. B. Watson, E. L. Thorndike, C. Hull, E. Hilgard, H. J. Eysenck, J. Wolpe Importanza del condizionamento e dell’analisi delle risposte agli stimoli. L’essere umano è una specie di macchina automatica con interferenze da parte della coscienza, del linguaggio e dei sentimenti. Importanza del feed-back. Le variazioni nelle personalità individuali sono variazioni nelle storie di apprendimento. Le patologie sono il prodotto di un apprendimento inadeguato alla soddisfazione dei bisogni primari, e richiedono un ri-condizionamento dell’individuo a comportamenti adeguati che sostituiscano quelli inadeguati precedentemente appresi.
 
Psicologia della forma (Gestaltpsychologie) F. Brentano, C. v. Ehrenfels M. Wertheimer, K. Koffka, W. Köhler, K. Lewin, F. Perls, F. Heider, W. Metzger, R. Arnheim, S. Asch Importanza delle percezioni e del riconoscimento soggettivo di forme in base alle esperienze personali. Interazione tra le forme percepite e la soddisfazione dei bisogni primari e secondari. Importanza di un approccio olistico e fenomenologico. Importanza dell’isomorfismo, cioè della corrispondenza di struttura tra il mondo fisico e il mondo psichico. La psiche contiene un modello del mondo esterno (più o meno fedele alla realtà), sulla base del quale vengono sviluppati bisogni secondari e strategie di soddisfazione. Importanza della “pregnanza” che spinge l’individuo a percepire in modo completo e significativo forme incomplete ed ambigue.
 
Cognitivismo G Boole, A. Turing, C. Shannon, N. Chomsky L’essere umano viene visto come un computer, con input, elaborazione delle risposte e output, secondo “programmi” comportamentali sviluppati dagli agenti inconsci. Importanza del feed-back per modificare i programmi comportamentali.
 
Terapia cognitivo-comportamentale (CBT) A. Beck, A. Ellis, J. Wolpe, A. Bandura, A. Lazarus Approccio eclettico che include principi del comportamentismo e del cognitivismo.
 
Psicologia relazionale S. Mitchell, S. Ferenczi, E. Fromm, H. Sullivan, J. Benjamin Importanza delle relazioni e interazioni dell’individuo con gli altri, analisi della compatibilità dei rispettivi bisogni. Importanza dei bisogni sociali.
 
Teoria sistemico- relazionale G. Bateson La psiche come sistema aperto di agenti. Una “complessità organizzata”. Un approccio ecologico globale che include gli agenti mentali. L’Uomo ha un assoluto bisogno di interagire con il mondo esterno e in particolare con altri esseri umani. Il disagio mentale è quasi sempre legato a problemi relazionali, i quali devono essere oggetto dell’analisi terapeutica. Uso del “genogramma” per individuare i conflitti relazionali.
 
Analisi bioenergetica A. Lowen, W. Reich Esistono continue relazioni e interazioni tra tensioni psicologiche e tensioni somatiche. Le tensioni muscolari croniche rappresentano la controparte fisica di conflitti psichici tra bisogni; attraverso di esse i conflitti si strutturano nel corpo sotto forma di restrizione del respiro e limitazione della motilità. Esiste una corazza muscolare che corrisponde alla resistenza al cambiamento psicoterapeutico (corazza caratteriale) e ad una protezione contro il dispiacere. La frustrazione sessuale è centrale nell’eziologia delle nevrosi. La guarigione dal disagio psichico corrisponde ad una ritrovata capacità generale ed ampia di provare piacere.
 
Terapia breve strategica P. Watzlawick, G. Nardone, F. Alexander D. Fisch J. Weakland La psicoterapia dovrebbe studiare l'ambiente del paziente, non solo il paziente, ed avere un approccio "problem solving", con prima una definizione del problema (l'insoddisfazione di un bisogno primario) e poi la ricerca di una soluzione (correzione della strategia di soddisfazione). Il terapeuta dovrebbe porre domande al paziente per aiutarlo a determinare quali siano i suoi problemi e le relative cause. Nella psicoterapia ci dovrebbe essere una fase in cui il paziente, con l'aiuto del terapeuta, si pone degli obiettivi terapeutici e definisce una strategia per raggiungerli, che può comportare anche "compiti a casa". Il terapeuta può indurre il paziente ad escogitare comportamenti paradossali al fine di provocare un effettivo cambiamento nella vita del paziente, anche nelle persone con cui esso interagisce. La terapia cerca di creare una "esperienza emozionale correttiva". Cioè si fa in modo che il paziente, attraverso l'applicazione di nuove strategie prescritte razionalmente (anche fuori delle sedute terapeutiche), possa fare nuove esperienze che possano fare sentire la realtà in maniera diversa da come è stata sempre percepita, ponendo le basi per la risoluzione del suo problema. Strategie e stratagemmi terapeutici uniti a tecniche di comunicazione suggestiva (anche mediante informazioni registrate) vengono utilizzati per diminuire le resistenze al cambiamento.
 
Terapia centrata sul cliente C. Rogers Il paziente ha un ruolo attivo e responsabile nella terapia. Il paziente è cliente e il terapeuta è consulente e facilitatore della terapia.
 
Psicoterapia comportamentale razionale-emotiva (Rational Emotive Behaviour Therapy -- REBT) A. Ellis W. Dryden Un individuo non è influenzato emotivamente da oggetti o eventi a lui esterni come sono oggettivamente, ma da come esso li percepisce (consciamente e inconsciamente). Tale percezione, che dipende anche dagli agenti inconsci, potrebbe essere inadeguata per la soddisfazione dei bisogni primari. Al paziente viene chiesto di fare anche esercizi terapeutici da solo al di fuori delle sedute col terapeuta, che includono attività di desensibilizzazione basate sul fronteggiamento (confronting) delle cose di cui ha paura. Importanza delle emozioni e delle difficoltà nel presente, piuttosto che di quelle del passato. Il terapeuta aiuta il paziente a mettere in discussione i suoi bisogni secondari e le sue strategie di soddisfazione. Il pensiero, i sentimenti e il comportamento sono strettamente correlati.
 
Teoria delle relazioni oggettuali M. Klein, D. Winnicott Non esistono pulsioni senza oggetti. Gli agenti inconsci sono deputati a definire, individuare e riconoscere gli oggetti delle pulsioni, cioè dei bisogni. Tali oggetti (corrispondenti ai bisogni secondari) possono essere di diverso livello di intermediazione rispetto ai bisogni primari, più o meno complessi, reali o simbolizzati, esterni o interiorizzati. Il disagio psichico può essere causato da una madre che non ha risposto in modo soddisfacente ai bisogni del bambino.
 
Psicologia positiva M. Seligman, A. Maslow Necessità di indagare e rendere consci non solo gli aspetti negativi (cioè controproducenti) della psiche, ma anche le potenzialità positive di ogni individuo e tutto ciò che può aumentare il suo benessere grazie all’effetto di qualcosa di positivo, oltre che (o piuttosto che) eliminando o correggendo qualcosa di negativo. E’ perciò importante l’individuazione e valorizzazione dei punti di forza, virtù, talenti, fonti di piacere e benessere, esperienze e relazioni positive del paziente. Importanza del concetto di felicità come obiettivo da raggiungere nella misura più elevata possibile. Lo studio di cosa rende felici gli individui e provoca in loro emozioni positive è molto utile per valutare la validità dei bisogni secondari di un individuo.
 
Costruttivismo, Psicologia dei costrutti personali G. Kelly G. H. Mead J. Piaget H. Maturana K. Lewin G. Bateson L. Wittgestein E. v. Glasersfeld P. Watzlawick La vita e il benessere di un individuo dipendono dalle sue interazioni con gli altri. La realtà come un individuo la conosce e la vive è una “costruzione” che è avvenuta e si evolve nella sua mente. Una persona è diversa dall'altra non solo perché ha vissuto esperienze o ha affrontato eventi diversi, ma, soprattutto, perché attribuisce un diverso significato alle stesse esperienze e agli stessi eventi. Le interazioni umane sono espressione dei costrutti personali, cioè delle costruzioni di significato con cui ogni persona si confronta con il suo mondo. La rappresentazione personale della realtà ha, di conseguenza, un ruolo determinante nella percezione di benessere e nella genesi e nel mantenimento del disagio psicologico. I significati hanno matrice sociale, e le relazioni intersoggettive sono centrali nella formazione e nello sviluppo dell’identità. La persona è un sistema auto-organizzato e responsabile delle proprie scelte. L’obiettivo psicoterapeutico, che viene pattuito con il paziente, è l’individuazione e la sperimentazione di prospettive e azioni che promuovano un cambiamento efficace nella direzione di una maggiore consapevolezza e di una migliore capacità decisionale (attraverso un adeguamento dei propri costrutti cognitivi ed emotivi rispetto alla realtà).
 
Teoria dell’attaccamento (o del deficit parentale) J. Bowlby, A. Miller, A. Vitale Il disagio mentale di un adulto può essere conseguenza della insoddisfazionze, sofferta quando era neonato e bambino, del suo naturale bisogno di attaccamento (verso la madre o altro caregiver), che è geneticamente determinato. Tale bisogno subisce evoluzioni e cambiamenti di oggetto nel corso della vita e la sua soddisfazione è sempre importante.
 
Psicologia e psicoterapia esistenziale R. D. Laing, E. v. Deurzen, O. Rank, L. Binswanger, R. May, M. Boss I conflitti interni alla persona sono dovuti al suo confrontarsi con quattro dati fondamentali dell'esistenza: inevitabilità della morte, libertà e conseguente responsabilità morale, isolamento di ogni individuo, mancanza di senso; Questi dati costituiscono l'origine di tensioni e paradossi prevedibili che possono essere suddivisi in quattro dimensioni esistenziali: fisica, sociale, personale e spirituale. Sebbene gli individui siano essenzialmente soli al mondo, essi hanno un forte bisogno di essere interconnessi. Ognuno vorrebbe significare qualcosa nella vita degli altri, ma deve rassegnarsi all’idea  che non può dipendere dagli altri per la propria validazione, e che deve sostanzialmente accettare la propria solitudine. In altre parole, l'uomo deve trovare in se stesso la propria validazione. Il disagio psichico consiste nel rifiuto di accettare i dati dell’esistenza (morte, libertà, isolamento e insensatezza). Scopo della terapia esistenziale è aiutare il paziente ad affrontare con coraggio i problemi esistenziali e ad accettare la condizione umana assumendo piena responsabilità per le proprie libere scelte e facendo della propria vita un'avventura creativa.
 
Terapia cognitivo- analitica (Cognitive Analytical Therapy -- CAT) A. Ryle, A. L. Brown, L. S. Vygotsky Combinando concetti provenienti delle differenti terapie di matrice cognitivista e degli approcci psicodinamici si ottiene una modalità terapeutica integrata, semplice da praticare e efficace. La pratica terapeutica è collaborativa in quanto coinvolge il paziente in modo molto attivo. Utilizza concetti della teoria dei costrutti personali e applica le “griglie di repertorio” di G. Kelly. Il lavoro terapeutico è focalizzato alla comprensione delle forme di comportamento inadeguato rispetto ai bisogni del paziente. Si tratta di rendere il paziente capace di riconoscere queste forme, capire la loro origine e infine imparare strategie alternative più adeguate.
 
Approccio ecologico-sociale ai problemi alcool/droga- correlati e complessi V. Hudolin Le droghe sono oggetto di bisogni compensativi in quanto costituiscono rimedi all’insoddisfazione di bisogni primari. Per eliminare la dipendenza dalle droghe il paziente deve riuscire a soddisfare i suoi bisogni primari soprattuto per quanto riguarda le sue relazioni sociali.
 
Fototerapia J. Wiser Le reazioni delle persone verso cartoline, foto di riviste e le foto scattate da altri, possono fornire chiavi rivelatrici della loro vita interiore e dei loro segreti.
 
Cyberpsychology W. P. Brinkman La realtà virtuale prodotta mediante computer può aiutare il paziente a superare le sue fobie e ansie attraverso un fenomeno di desensibilizzazione causato dall’esposizione ripetuta a contenuti di realtà virtuale preparati ad hoc, che evocano analoghe situazioni reali. La forma più sofisticata di realtà virtuale è un video di alta qualità; una intermedia è costituita da una fotografia; quella più semplice è costituita da una parola o frase scritta.
 
Programmazione Neuro Linguistica (PNL) R. Bandler, J. Grinder, J. DeLozier, R. Dilts Esiste una connessione fra i processi neurologici ("neuro"), il linguaggio ("linguistico") e gli schemi comportamentali appresi con l'esperienza ("programmazione"); tali schemi possono essere organizzati per raggiungere specifici obiettivi nella vita. Obiettivo della psicoterapia è istruire le persone all'autoconsapevolezza e alla comunicazione efficace, e a cambiare in modo più efficace (rispetto alla soddisfazione dei bisogni primari) i propri schemi di comportamento mentale ed emozionale. Questo dovrebbe condurre a vite migliori, più complete e più ricche. Gli esseri umani sono letteralmente programmabili. L’uomo è la sola macchina che può auto-programmarsi. La totalità dell’individuo interagisce nelle sue componenti ("linguaggio", "convinzioni" e "fisiologia") nel creare percezioni con determinate caratteristiche qualitative e quantitative: l'interpretazione soggettiva di questa struttura dà significato al mondo. Modificando i significati attraverso una trasformazione della struttura percettiva (detta mappa, cioè l'universo simbolico di riferimento), la persona può intraprendere cambiamenti di atteggiamento e di comportamenti. La percezione del mondo, e di conseguenza la risposta ad esso, possono essere modificate applicando opportune tecniche di cambiamento. [Fonte]
 
Terapia multimodale A. Lazarus Gli uomini sono esseri che pensano, provano sentimenti, agiscono, hanno sensazioni, immaginano ed interagiscono. La terapia dovrebbe occuparsi di tutte queste "modalità", rappresentate dai concetti di comportamento, affetto, sensazione, immaginazione, cognizione, relazioni interpersonali e fattori biologici / fisici / farmacologici / droghe. Gli strumenti specifici della psicodiagnosi multimodale sono: l'Intervista, il Multimodal Life History Inventory (questionario multimodale sulla storia di vita), i Profili di Modalità, i Profili Strutturali e il Tracking. Lo psicologo deve valutare attentamente il comportamento del paziente in ciascuna delle sette dimensioni sopra menzionate. L'utilizzo di strumenti clinici semplici ed originali (intervista, osservazione clinica, questionari...) fa sì che la fase dell'esplorazione sia già orientata in modo pragmatico verso la psicoterapia e permette allo psicologo di valorizzare le risorse del paziente.
 
Terapia dell’umorismo, terapia della risata (Humor Therapy, Laughter Therapy) B. L. Seaward, N. Cousins L’umorismo può aiutare ad alleviare lo stress associato alle malattie. Serve come tattica diversiva e come strumento terapeutico per disagi come la depressione, e per il fronteggiamento (confronting). L'umorismo è anche un rimedio naturale per i caregiver che cercano di gestire lo stress e le sfide della propria occupazione.
 
Terapia della realtà W. Glasser Gli esseri umani hanno quattro bisogni psicologici fondamentali (oltre a quello della immediata sopravvivenza): (1) il più importante è quello di amare ed essere amato da un'altra persona o gruppo, per avere un senso di appartenenza; (2) il bisogno di acquisire potere attraverso l'apprendimento, il raggiungimento di obiettivi, il sentirsi utili e degni, vincere ed essere competente; (3) il bisogno di libertà, che include l'indipendenza e l'autonomia, esercitando al tempo stesso la responsabilità personale; (4) il bisogno di divertimento, godimento, rilassamento, che sono anche importanti per la salute fisica. Gli esseri umani sono costantemente alla ricerca della soddisfazione di tali bisogni, che deve essere bilanciata e completa affinché una persona sia sana ed efficiente. La terapia della realtà afferma l'importanza della scelta e del cambiamento, nella convinzione che sebbene l'uomo sia spesso un prodotto del suo passato, esso non deve restarne ostaggio per sempre. La "responsabilità" è il concetto chiave della terapia della realtà, che preferisce sostituire il termine "irresponsabilità" a quello di "malattia o disagio psichico". L'uomo sano è colui che sa gestire in modo consapevole e responsabile la soddisfazione i propri bisogni. Il compito del terapeuta è quello di aiutare il paziente a diventare più forte in modo tale da sostenere il dolore necessario di una vita piena, nonché di godere i premi di una esistenza profondamente responsabile, che gli consente di dare e ricevere amore. Altra caratteristica della terapia della realtà è la focalizzazione sul presente anziché sul passato, anche perché la responsabilità che si vuole stabilire non riguarda il passato ma il presente e il futuro.
 
Teoria della motivazione umana (gerarchia dei bisogni) A. H. Maslow Ci sono bisogni più forti di altri e la cui insoddisfazione rende gli altri trascurabili. Sono i bisogni insoddisfatti che motivano l’uomo, non quelli soddisfatti. Un bisogno soddisfatto non è motivante. Ai fini pratici, è come se non esistesse più. L’insoddisfazione di bisogni primari può causare comportamenti neurotici e lo sviluppo di bisogni compensativi. Un particolare atto di un individuo può essere spiegato (ma non sempre) come tattica per la soddisfazione di uno o più bisogni di diverso tipo. I desideri consci di ogni giorno debbono essere considerati sintomi e indicatori superficiali di bisogni più profondi e importanti. Qualunque teoria sulla genesi delle psicopatologie deve essere basata su una teoria della motivazione. Un conflitto o una frustrazione non sono necessariamente patogenici. Lo diventano solo se minacciano o sopprimono dei bisogni primari, o bisogni secondari strettamente correlati con dei bisogni primari. Una persona sana è motivata principalmente dal suo bisogno di sviluppare e realizzare il suo pieno potenziale e le sue capacità. Se ha altri bisogni insoddisfatti in modo acuto o cronico, allora dobbiamo considerala malata. L’uomo è un animale che cerca continuamente di soddisfare i suoi bisogni, alcuni dei quali sono simili a quelli di altri animali, altri sono esclusivamente umani. Qualunque ostacolo alla soddisfazione dei bisogni di un individuo, costituisce per esso un problema da risolvere ed una minaccia per la sua salute mentale.
 
Blog Therapy M. Boniel-Nissim, A. Barak Tenere un blog può essere efficace per alleviare l’ansia sociale, ancor più che un diario tradizionale. Descrivere le proprie difficoltà e permettere ad altri di leggerle e commentarle può avere un benefico effetto sull’umore. [Fonte] Attraverso il blog il paziente può esprimere i propri bisogni e sentimenti su cui lavorare in sede psicoterapeutica.
 
Terapia di esposizione, desensibilizzazione sistematica (Exposure Therapy, Systematic desensitization) J. Wolpe, G. Taylor Il terapeuta e il paziente identificano le cognizioni, emozioni, ed eccitamenti fisici che accompagnano uno stimolo che induce paura, nel tentativo di neutralizzare tale risposta, mediante esposizione a stimoli progressivamente sempre più intensi, finché non si raggiunge un cambiamento stabile della risposta, senza più paura. Il paziente viene esposto alla situazione temuta (in situazioni reali, virtuali o immaginarie), e lo stimolo graduale e progressivo fa sì che il paziente impari a controllare i propri timori. L’esposizione si ferma quando il paziente non può controllare la sua ansia e si riprende quando si è tranquillizato. Pian piano riesce a resistere per periodi più lunghi e perde la paura.
 
Autonomia funzionale dei bisogni G. W. Allport Un’attività intrapresa per una ragione può, nel tempo, diventare fine a se stessa, acquisendo un valore autonomo, del tutto indipendente dal bisogno originale. Nei primi mesi di vita la motivazione è l’espressione dei processi biologici regolati dal principio della riduzione della tensione: il bambino è motivato dal bisogno di ridurre o eliminare il dolore e di mantenere o realizzare uno stato di piacere. L’autonomia funzionale dei bisogni è connessa strettamente alle funzioni del Proprio, che permettono di sostenere e perpetuare una certa attività fisica fino a farla diventare uno scopo in sé che prescinde dalle situazioni e dai condizionamenti originari. [Fonte]
 
Teoria della comunicazione non violenta (NVC - Nonviolent Communication) M. Rosenberg La teoria della comunicazione non violenta (NVC) si basa sull’idea che tutti gli esseri umani hanno capacità di comprensione ed empatia, e ricorrono alla violenza e a comportamenti che danneggiano od offendono gli altri solo se non trovano strategie più efficaci per soddisfare i propri bisogni. Le abitudini a pensare e parlare che conducono all'uso della violenza (fisica e psicologica) si imparano attraverso la cultura. La NVC suppone che tutto il comportamento umano deriva da tentativi di soddisfare bisogni umani universali, e che questi bisogni non sono mai in conflitto in quanto tali. Piuttosto, i conflitti nascono quando le strategie per soddisfarli collidono. La NVC propone che, se le persone possono identificare i loro bisogni, i bisogni degli altri e i sentimenti associati a tali bisogni, si può raggiungere l'armonia. I principi fondamentali della NVC possono essere riassunti come segue:
  • tutti gli esseri umani hanno gli stessi bisogni
  • la terra offre risorse sufficienti per soddisfare i bisogni primari di ognuno
  • tutte le azioni umane sono tentativi di soddisfare dei bisogni
  • i sentimenti sono indicatori del grado di soddisfazione di bisogni
  • tutti gli esseri umani sono capaci di comprensione ed empatia
  • gli esseri umani hanno piacere nel dare
  • gli esseri umani soddisfano i loro bisogni attraverso relazioni di interdipendenza
  • gli esseri umani possono cambiare
  • ogni essere umano può scegliere di cambiare
  • il cammino più diretto verso la pace è attraverso la connessione con se stessi
 
Psicoterapia integrata / eclettica J. C. Norcross, M. R. Goldfried, K. Wilber, M. D. Forman S. Palmer, R. Woolfe Molti studi comparativi di interventi psicoterapeutici secondo modelli diversi non hanno trovato differenze significative. Esistono infatti fattori essenziali per il successo di una psicoterapia, che sono comuni a diversi orientamenti psicoterapeutici. Ci sono differenze teoriche tra i vari indirizzi che possono essere intergrate in una teoria più grande, in quanto tutti validi e non incompatibili tra loro. A seconda del tipo di disagio mentale, una teoria può essere più efficace di un’altra. La psicologia dei bisogni offre un quadro di riferimento generale compatibile con la maggior parte delle teorie psicologiche e psicoterapeutiche conosciute. Il terapeuta ha il compito di scegliere e applicarne una, o una combinazione di esse, adeguata al caso in trattamento, insieme con i principi e i metodi specifici della psicologia dei bisogni.
 
Psicoterapia comparata L. Luborsky, J. Frank Appositi test hanno dimostrato che quasi tutti i tipi di piscoterapia sono ugualmente efficaci, lasciando pensare che ciò che “guarisce” non sia una particolare tecnica terapeutica o principio teorico-scientifico, ma il supporto morale offerto dal terapeuta che incoraggia il paziente a confrontarsi con i suoi problemi e a cambiare qualcosa di sé, e/o un effetto placebo per cui il paziente si convince che il terapeuta o la terapia lo aiuterà a guarire.

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